mercoledì, 07 maggio 2008
Herma e Nabir prima puntata
Herma e Nabir seconda puntata
Quando fu che Herma ed io cominciammo a parlarci non lo ricordo con precisione. Lui era sempre vestito di nero, non parlava quasi mai ed aveva sempre la faccia seria. Io ero molto ricercata tra i compagni del corso di sala che speravano di avermi vicina per copiare i compiti in classe.
Nel corso dell'anno intervennero modifiche sostanziali nella logistica dell'aula: io ad esempio arretravo gradualmente di banco, altri in cerca di avanzamento della propria carriera scolastica si spostavano avanti, i "disintegrati" (quelli che non appartenevano al gruppo di segreteria, nè di sala) si integravano e si mischiavano agli altri.
Ricordo però che a un certo punto le classi di quinta decisero di inaugurare il giornalino d'istituto, che chiamarono "Cassandra". Scrissi un articolo e molto vergognosa lo mandai alla redazione. Lo pubblicarono.
Herma era molto amico di M., genio indiscusso dell'alberghiero e rappresentante di istituto, appartenente alla frangia "sinistra". Io invece ero molto distante da quel loro mondo, che mi metteva soggezione.
Mio padre votava sì comunista, perchè era metalmeccanico, e mia madre socialista, all'epoca in cui c'era Craxi ma nel socialismo riverberava ancora la luce gloriosa di Sandro Pertini. Ma le mie conoscenze politiche erano piuttosto superficiali. Diciamolo francamente: a scuola andavo a gonfie vele, ma in quanto a cultura ero piuttosto limitata.
Comunque, dopo l'articolo Herma venne da me e mi disse che M. aveva letto il mio articolo, che gli era piaciuto e che voleva conoscermi. M.???? Che voleva conoscere ME???? Mi sentii lusingata... in mezzo a tutti gli articoli gli era piaciuto il mio...
Fu così che Herma senza saperlo mi trasformò in quella che poi sarei diventata. Nel giro di pochi mesi conobbi le canzoni di Guccini, Bertoli e De Andrè, sentii parlare per la prima volta di Ezra Pound e Kerouac, cominciai a leggere il Manifesto e Cuore, contestai il voto socialista di mia madre (non era ancora l'epoca di tangentopoli, ma chi era informato sapeva già che Craxi era un ladro), fomentai l'occupazione della scuola (anno della Pantera), partecipai al laboratorio teatrale ed entrai nella redazione del giornalino scolastico, partecipai ai lavori di allestimento della biblioteca, andai a manifestazioni e cortei.
La mia vita cambiò quell'anno, e quei cambiamenti avrebbero avuto un seguito a lungo termine. Anni dopo M. diventò il mio fidanzato e poi mio marito. E chi annodò il filo tra quella che ero stata e quello che sarei diventata fu Herma, da allora in poi mio amico inseparabile, e anni dopo mio testimone di nozze.
Nel frattempo conoscevo anche suo fratello Nabir.
... devo dirlo? ... to be continued...
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 02:05 |link | commenti (3) impaginati | commenti (3) incasellati
queste son lune:
giovedì, 01 maggio 2008
Tutti morimmo a stento
ingoiando l'ultima voce
tirando calci al vento
vedemmo sfumar la luce

L'urlo travolse il sole
l'aria divenne stretta
cristalli di parole
l'ultima bestemmia detta

Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un'ora

Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l'antico credo
di chi muore senza perdono

Chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo

Chi la terra ci sparse sull'ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch'egli travolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino

La donna che celò in un sorriso
il disagio di darci memoria
ritrovi ogni notte sul viso
un insulto del tempo e una scoria

Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso

Ballata degli impiccati - Fabrizio De Andrè
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 12:15 |link | commenti (1) impaginati | commenti (1) incasellati
queste son lune:
giovedì, 01 maggio 2008
...continua...
Dovevano ancora passare degli anni però prima che Herma cominciasse a fare il cuoco, nonostante le raccomandazioni del suo istruttore di cucina.
Per il momento era impegnato nel G.A.S. (Gruppo Autonomo Studenti) e ogni tanto mi trovavo a leggere loro volantini. Non che io allora fossi molto impegnata da un punto di vista politico-sociale, però mi interessavo e frequentavo le assemblee di istituto, dove anche lì vigevano due fazioni.
Una si preoccupava di accorciare l'intervallo per poter uscire prima e permettere agli studenti di prendere il treno prima per tornare a casa.
L'altra guardava alla amministrazione un tantino mafiosa della scuola e parlava di laboratori teatrali, giornalino di istituto, biblioteca (ancora non ne avevamo una).
Spesso litigavano.
Io leggevo i volantini, ascoltavo i rappresentanti di istituto e iniziavo a tirare le mie somme.
Poi passai in quarta. La mia quarta era stata composta da un pezzo della mia classe di segreteria, da una classe di sala e da alcuni ripetenti.
Geograficamente ci collocammo in maniera coerente alle nostre provenienze. Nei primi banchi davanti alla cattedra le secchione di "segreteria", dietro di loro la classe di sala, e nei banchi a destra, sul lato della porta, quindi un po' discosti dalla cattedra, i ripetenti. In uno dei banchi della fila di destra sedeva Herma, decisamente a disagio fra i nuovi compagni.
Uno con idee politiche chiare (e pure di sinistra) in mezzo ad un branco di ragazzine decise solo ad andare bene a scuola ed avere ottimi voti, ed un branco di ragazzini decisi ad avere il meglio dalla vita, e quindi denaro e posizione sociale.
L'integrazione pareva impossibile.

....è lunga sta storia... to be continued...
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 00:35 |link | commenti (2) impaginati | commenti (2) incasellati
queste son lune:
mercoledì, 30 aprile 2008
Io conosco due fratelli, con due nomi assai bizzarri. Il che mi OBBLIGA a usare degli pseudonimi, perchè esistono solo loro due al mondo che si chiamano così, e nominarli sarebbe come dare indirizzo e numero di cellulare.
Quindi uno si chiama Nabir (l'ha scelto lui sul suo blog... uno dei tanti suoi blog, diciamo meglio), l'altro lo chiamerò Herma.

Herma lo notai la prima volta nel cortile dell'Alberghiero, la scuola che entrambi frequentavamo. Io ero in terza, lui in quarta superiore. Si partiva per una gita, destinazioni diverse, ma pullman che raccoglievano studenti ancora insonnoliti alla stessa ora. Mi accompagnò mia madre che mi indicò quel ragazzo alto e magro con quella cresta strana. Erano gli anni dei dark... bene sì fatti due conti sono decisamente in là con gli anni, inutile nasconderlo. Mia madre era molto preoccupata degli "strani tipi" che frequentavano la mia scuola.

All'alberghiero convivevano tre anime allora, tre corsi di studi e tre modi di essere.
Io frequentavo il corso di segreteria ed amministrazione alberghiera, quattro sezioni completamente al femminile... solo nella 3° D c'erano due maschi (e io non ero nella 3° D), per il resto tutte femmine. A Segreteria entravano solamente gli "Ottimo" delle scuole medie (la scuola era l'unica a Torino e c'era il numero chiuso) e lì si trovavano le "intelligenti" dell'Istituto. C'era qualche paninara tra di noi (poche, e divise nelle classiche fazioni "duranduran" vs "Spandauballet"), e parecchie secchione.
Poi c'era il corso di "Sala e bar", altre quattro sezioni, e lì erano classi miste, maschi e femmine. In "Sala" ci trovavi la media... quelli che non erano particolarmente studiosi, che non leggevano libri, che studiavano per il voto, che non si distinguevano in nulla, erano solo campo di caccia per le ragazze di segreteria carenti di maschi, e per le classi di cucina carenti di femmine.
Infatti nel corso di cucina c'erano quattro sezioni quasi esclusivamente maschili. E lì viveva il genio, l'anarchia, la protesta, l'impegno, l'incazzatura, e i dark.
Herma aveva frequentato il corso di cucina. Ma quel mattino che mia madre me lo fece notare lui era già nel post-qualifica. I corsi separati vigevano per i primi tre anni, poi c'era l'esame di qualifica, e poi si poteva: o mollare e andare a lavorare oppure proseguire per conseguire il diploma in "Tecnico delle attività alberghiere" (che non corrisponde a nessun tipo di professione tuttora esistente, ma tant'è...).
In quarta si rimaneva in pochi: dalle dodici sezioni del triennio si faceva un melting-pot dei rimasugli per comporre quattro-sei sezioni destinate a continuare. Finiva l'epoca del femminile per le ragazze di segreteria e del maschile per quelli di cucina. Fu per me, un sospiro di sollievo.
Ma torniamo a Herma. Era in quarta, appunto. Il professore di cucina il giorno dell'esame gli disse: "Io ti promuovo ma tu devi giurarmi di non fare mai il cuoco in vita tua". Herma fa il cuoco ancora oggi.

....to be continued...
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 01:48 |link | commenti (1) impaginati | commenti (1) incasellati
queste son lune:
lunedì, 28 aprile 2008
Volevo scrivere un post sulle belle persone che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita, cosa a cui penso da sabato, quando rivedo un amico di vecchia data, che da anni non incontravo.
Poi domenica sera arriva in casa nostra un altra bella persona, non lo conosco da anni lui, è un amico di Allo, ci siamo visti tre - quattro volte forse, ma dal primo incontro lo ho subito sentito come un mio caro amico.
Volevo scrivere un post su quelle persone che incontri e poi ti porti dentro come un pezzo di te, di quelle persone che puoi guardare negli occhi senza timore di trovarci quell'ombra che non ti piace.
Volevo scrivere un post ma mi stava venendo retorico, patetico, deamicisiano....
E allora non lo scrivo.
Solo grazie Nex, grazie Ruttolo.
Ed è stato bello conoscervi, Poesia e Leti.
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 12:22 |link | commenti (3) impaginati | commenti (3) incasellati
queste son lune:
giovedì, 17 aprile 2008
Allo spera sempre che invadano l'Italia dal nord Europa... e certe volte mi vien da dargli ragione!

Agosto 2007: lasciamo la casa di Torino per trasferirci in Toscana. Non avendo ancora deciso cosa fare con il mio appartamento, se venderlo, affittarlo, tenerlo lì nel caso le cose non vadano bene nella nostra nuova vita, decido di staccare il gas. Telefono all'Enelgas e comunico di voler chiudere il contratto. L'operazione sembra svolgersi per il meglio, dopo qualche giorno sul sito controllo e risulta "done" (che in inglese vuol dire "fatto", tanto per capirci, e in italiano vuol dire che insomma non dovrei preoccuparmene più di tanto, la faccenda è chiusa). Certo, al telefono mi dicono che mi chiameranno i tecnici, che devono venire a casa per chiudere il contatore. E io aspetto la telefonata. Che non arriva. Arrivano però altre bollette. Allora ritelefono e mi assicurano che la pratica della chiusura è in atto e che devo solo aspettare questi famigerati tecnici. E io continuo ad aspettare.

Febbraio 2008: sono passati sei mesi, mi sono stabilita a Prato, ho messo la casa in vendita, ho traslocato tutto il traslocabile, mi son quasi scordata il colore delle tende di casa mia, mi reco a Torino per l'atto notarile. Sul sito dell'Enelgas la mia pratica risulta sempre "done", di che mi preoccupo? Però i tecnici non sono venuti ancora e non mi è stata ancora restituita la cauzione, finora ho pensato "sarà questione di tempo, tra un po' mi arriva l'assegno con il rimborso e il conteggio di ciò che ho pagato in più". Però chi entra deve potersi fare il contratto del gas, quindi prima di andare dal notaio per uno scrupolo maggiore ritelefono. Spiego la faccenda, dico che ho venduto casa, mi dicono che la pratica è in corso, ma che se non vengono i tecnici a chiudere il contatore, non è risolta. Gli dico che sta entrando un'altra persona in casa, e chiedo se al limite, visto che in sei mesi sti cazzo di tecnici non si son visti, se per l'appunto non sia il caso di provare a vedere se la nuova proprietaria non voglia fare la voltura del contratto. Mi dicono che non si può. C'è la pratica della chiusura del contratto in corso e non si può fare nessuna voltura.

Aprile 2008: arriva un'altra bolletta, periodo di riferimento novembre-dicembre, quasi 200 euro da pagare (la casa, se per caso vi siete distratti, era disabitata in quel periodo... Emmò mi incazzo e richiamo.
E rispiego la faccenda.
Mi mettono in attesa. Dopo qualche minuto la tizia riprende la linea e mi fa:
- Ma i tecnici Le hanno telefonato per venire a chiudere il contatore?
- Macchè!!! Ho telefonato io tre volte a voi per sapere se stavate chiudendo o no la pratica in corso...
E mi rimette in attesa.
Poi torna: Guardi posso sollecitare i tecnici per venire...
Sel: No, non ha capito, forse... io la casa l'ho venduta, abito a Prato ora, se non siete stati in grado in otto mesi di venire a chiudere un contatore non vi aspettate che ora io venga a Torino per la chiusura del contatore, io questa bolletta non la pago.
Tipa: Faccia come vuole, il contratto è a Suo nome, vorrà dire che il contratto verrà chiuso per morosità
Sel: Se non siete capaci di fare altrimenti chiudetemelo per morosità! E' una vergogna, è una roba senza senso
Tipa: senta, ma adesso il gas in quella casa lo stanno usando?
Sel: ma non lo so se lo stanno usando!
Tipa: allora dovrebbe fare così, chiamarli e chiedergli se lo stanno usando...
Sel: no, ma sta scherzando? Voi siete in torto e ora io dovrei chiamare questi per chiedergli se stanno usando il gas che voi non avete chiuso? A parte che non ho il numero di telefono...
Tipa: eh ma se non sappiamo se qualcuno sta usando il suo contatore, non si può fare niente. Intanto cerchi di sapere se lo stanno usando...
Sel: (mi faccio conciliante...) Ammettiamo che io telefoni, e che lo stiano usando, poi cosa succede?
Tipa: poi vengono i tecnici, ma Lei deve essere lì quando vengono a chiudere il contatore.
Sel: cioè io dovrei andare in casa d'altri per far chiudere un contatore che doveva essere chiuso otto mesi fa?
Tipa: questo succede perchè voi sbagliate, quando sapete di vendere o affittare casa non ha senso chiudere il contratto, è più veloce fare una voltura.

Ora, per inciso, non è che l'enelgas sia l'unico fornitore... se la nuova proprietaria di casa se lo vuol comprare da un'altra compagnia, chi cazzo sono io per dirle "no, mò ti becchi il mio contratto, che così è più comodo"

Sel: MA IO IL CONTRATTO L'HO CHIUSO AD AGOSTO DEL 2007, NON SAPEVO ANCORA DI VENDERE CASA, LA CASA L'HO VENDUTA A FEBBRAIO!!!!!!
Tipa: allora guardi si può fare così, visto che Le viene scomodo venire a Torino da Prato per il contatore, può chiedere alla nuova inquilina di fare la voltura
Sel: Mi scusi, ma vi ho telefonato a febbraio per chiedervi se si poteva fare la voltura e mi avete detto di no perchè c'era una pratica in corso...
Tipa: Sì, ma si può annullare la chiusura e iniziare la pratica della voltura
Sel: e le bollette che nel frattempo ho pagato se chiudo la pratica della chiusura chi me le rimborsa?
Tipa: beh, ma se quelli che sono subentrati sono delle persone intelligenti...
Sel: mi sta dicendo che dovrei chiedere a loro di pagarmi il consumo di gas che VOI mi avete fatto pagare? Sta scherzando vero?
Tipa: io Le sto proponendo delle soluzioni, poi faccia Lei...

Qui inizio ad inveire. Ed ovviamente, indubitabilmente, tempestivamente, cade la linea.
Mando successivamente due mail minacciando di ricorrere agli avvocati. Son passati due giorni, credete che ci sia stata risposta?
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 01:57 |link | commenti (9) impaginati | commenti (9) incasellati
queste son lune:
sabato, 29 marzo 2008
Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita presente a me stessa.
Permeata di me.
Coincidente con me.
Quando mi sentivo muovermi e sapevo di essere io.
Camminavo ascoltando il mio passo.

Ora non so. E' come se mi fossi estranea, distante, assente.

Sarà che sono serena, e non sento l'esigenza di parlarmi, o di interrogarmi, perchè le cose vanno bene così.
Sarà che passa il tempo, ed è come se tutte le domande avessero trovato una risposta, e quelle che non hanno avuto risposta non è più il caso di ripeterle.

Sarà la vita che monta e poi riscende
tutto questo splendore trasparente
luce elettrica che dopo il buio sempre si accende
se abbiamo assolto tutti i sentimenti
dimenticato tutti i fuochi spenti

Sarà... però ogni tanto mi manco.

Sarà il destino che splende e poi riscende
tutto questo rumore che si sente
acqua libera che sempre si spande

Appena torna il caldo me ne vado un giorno in riva al mare.


il corsivo è tratto da "L'amore trasparente" di Ivano Fossati
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 01:21 |link | commenti (4) impaginati | commenti (4) incasellati
queste son lune:
venerdì, 21 marzo 2008
Qui Pipino il breve taglia corto, ed emette un aforisma.

Io che son prosaica, invece lo racconto.
Succede che i rappresentanti mi invitano alle degustazioni, e in genere succede che accetto, vuoi mai che io e il signor ratto ci perdiamo l'occasione di bere a sbafo, no?
Premessa: nè io nè lui amiamo i vini che si muovono, li vogliamo belli statici, fermi e composti, ecco.
Ma a caval donato non si guarda in bocca, per cui quando mi arrivano gli inviti per il festival del Franciacorta a Firenze ci catapultiamo al Grand Hotel, metti mai che cambiamo idea sulle bollicine...
Faccio l'accredito, prendiamo i nostri bei due bicchieri e entriamo nel salone.
Io prendo un satèn di Cà del Bosco, lui un brut di Guido Berlucchi.
All'inizio cerco di darmi un tono: "Nel tuo si sente un po' il pane, no?" Poi proseguiamo, Monterossa, F.lli Berlucchi, Contadi Castaldi, brut, extrabrut, satèn, rosè, millesimè del 2004, e mentre le bollicine ormai ci hanno paralizzato il palato ci guardiamo sempre più perplessi, scrutando chi dei due per primo avrà il coraggio di dirlo. Lo stiamo pensando. Te lo leggo negli occhi, tu lo leggi nei miei. Ma prima o poi uno dei due dovrà dirlo. Siamo persino arrivati a svuotare il bicchiere nell'apposito contenitore, e non succede quasi mai che buttiamo il vino, io e lui, sia chiaro, per evitare fraintendimenti.
Poi è quasi in stereofonia che sbottiamo: "boh, son tutti uguali!!!"
"Andiamo a casa, va, che ho fatto la frittata di patate, è lì che ci aspetta"
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 01:10 |link | commenti (6) impaginati | commenti (6) incasellati
queste son lune:
giovedì, 13 marzo 2008
e invece quando una futura sposa arriva e mi dice "questa sarebbe la location ideale"... mi verrebbe da rispondere "mi spiace non c'è posto per i prossimi 10 anni"
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 00:33 |link | commenti (6) impaginati | commenti (6) incasellati
queste son lune:da wedding planner
lunedì, 10 marzo 2008
A me piace il lavoro che faccio ora, tantissimo.
Ma quando una coppia di sposi che convolerà a settembre 2008 l'ho già vista una decina di volte per definire tutti i particolari della cerimonia, mi passa ancora a trovare perchè manca ancora qualche dettaglio, e poi andando via mi saluta dicendo "ci vediamo ad Aprile"... non so... mi prende un po' lo sconforto, ecco.

Si sono pure fatti il sito del matrimonio, sti qua, mica stanno a posto con la testa, no?
Giorni e lune di: selenitudine alle ore 23:55 |link | commenti (10) impaginati | commenti (10) incasellati
queste son lune:da wedding planner